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La nebbia non fa male … è la velocità il pericolo

di Claudio Gozzoli -SATAP

Le serene e limpide giornate, i cieli stellati o quasi e dipende, dove si dimora, sono oramai un piacevole ricordo: la stagione autunnale e la seguente invernale, ci donano colori e paesaggi stupendi, ma anche qualche spiacevole consuetudine. Svegliarsi al mattino di un qualsiasi giorno per intraprendere il viaggio che ci condurrà al lavoro o verso impegni improrogabili e, affacciandoci alla finestra, notare un velo bianco che impedisce ai nostri occhi di varcare quella barriera: un senso d’inquietudine, no forse solo un paesaggio un po’ onirico. Però si sa, quando si è in viaggio non più il sogno ci appare, ma il suo rovescio: non più il paesaggio familiare si apre innanzi a noi, bensì un bianco spazio lattiginoso che si offre come un mondo sconosciuto e inesplorato: the world of fog. Letto così sembra il titolo di un film catastrofico ma nulla è più che una fastidiosa situazione che, anche se non risolvibile al momento e con i mezzi a nostra disposizione, certamente si può attenuare e controllare.  

articolo nebbia immagine

La nebbia è un fenomeno meteorologico causato dall’evaporazione dell’acqua che è presente nel suolo e che, una volta a contatto con l’aria, si raffredda e condensa in una sorta di aerosol formato da piccolissime gocce che riflettono la luce solare, impedendo di distinguere i contorni degli oggetti. L’effetto immediato causato da questa situazione, è la riduzione in parte accentuata della visibilità e costituisce, soprattutto nei mesi autunnali e invernali, uno dei pericoli maggiori per chi utilizza il proprio mezzo di locomozione negli spostamenti. Inoltre, diventa più difficile la percezione della differenza di velocità fra noi e il veicolo che ci precede, aumentando così il rischio di tamponamento.  Ovviamente, questo fenomeno si differenzia a secondo delle regioni in cui si vive, infatti è piuttosto frequente nelle aree di pianura piuttosto che in quelle collinari, montane o affacciate sulle coste, dove costituisce un evento assai raro. Ora la tecnologia offre validi, anche se purtroppo ancor limitati, supporti che possono darci una mano nel caso di nebbia; i più noti e comuni, sono sicuramente i fari fendinebbia che, montati più in basso rispetto ai proiettori anabbaglianti, sfruttano la possibilità di indirizzare il fascio di luce a poche decine di centimetri sopra il suolo, dove lo strato di nebbia è più raro se non addirittura inesistente, consentendo così un’illuminazione migliore della strada e della segnaletica orizzontale. Inoltre questi fari, sono studiati per emettere una luce orizzontale con dispersioni limitate verso l’alto, evitando così di accecare il conducente; per lo stesso motivo, è assolutamente sconsigliato l’uso dei fari abbaglianti. In fase di studio i sensori antinebbia, in altre parole sensori ottici che, solitamente inseriti nel parabrezza, rilevano la differenza tra l’oscurità e la nebbia. Resta evidente che, in attesa di nuovi sviluppi nella ricerca di settore, la miglior e più efficace prevenzione per contrastare questo fenomeno è la prudenza, accompagnata da un elementare rispetto delle regole fornite dalle Autorità competenti. Dando per scontato il consiglio di non mettersi in viaggio in determinate condizioni se non assolutamente necessario, utile è la considerazione di alcune basilari regole di prudenza: il rispetto della velocità, il mantenere la distanza di sicurezza sul veicolo che ci precede, il corretto uso dei fari fendinebbia anteriori e posteriori, sono preziose alleate in condizioni di scarsa visibilità; chi sfreccia a velocità sostenuta nella corsia di sorpasso, non rappresenta il cavaliere che corre incontro al drago per sconfiggerlo, bensì una possibile vittima sacrificale che aumenterà la potenza distruttiva del mostro. Guarda la vignetta comportamentale per il caso della nebbia

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