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Ma i giovani sanno leggere le situazioni? Noi cerchiamo di aiutarli

di Carla Messina - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Prevedibilità e cooperazione, due semplici parole che possono aiutare a migliorare la sicurezza stradale in Italia. “SAPER LEGGERE LE SITUAZIONI” è un progetto sperimentale di educazione stradale per i più  giovani nato dalla collaborazione tra la Federazione Italiana di Pallacanestro ed il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti , ideato, realizzato, sperimentato e valutato con il supporto dell’Università di Trieste – Dipartimento di Scienze della Vita. Il progetto rivolto ai giovani delle prime classi della scuola secondaria superiore voleva accrescere la conoscenza e la consapevolezza dei rischi connessi alla circolazione stradale affinché gli studenti coinvolti apprendessero a “leggere” le situazioni, riconoscere i segnali premonitori e adottare comportamenti sicuri per se e per gli altri. Il presupposto di base è che la percezione del rischio viene considerata una variabile predittiva del comportamento di guida, poiché una sottostima del rischio e una sovrastima delle capacità di controllo del veicolo sono una delle potenziali cause degli incidenti stradali. Esiste una notevole distanza tra la percezione di pericolosità e la pericolosità effettiva di determinati comportamenti di guida e se da una parte i giovani devono acquisire esperienza, al fine di utilizzare le strade in sicurezza, il processo di acquisire l’esperienza espone loro (ed altri) a rischi a volte sproporzionati. Inoltre, muoversi in un ambiente implica delle abilità che migliorano con la ripetizione delle azioni e per questo motivo esiste una relazione tra la guida e una partita di pallacanestro: in entrambe le situazioni, bisogna prevedere le mosse dell’avversario tenendo bene a mente gli schemi di gioco. Si può anche dire che la differenza tra un giocatore dilettante ed un giocatore professionista è simile alla differenza tra un neopatentato ed un guidatore esperto: bisogna rilevare le informazioni contenute nell’ambiente per poi poter decidere e applicare schemi prevedibili e già consolidati.

ma i giovani

 Il progetto si è posto l’obiettivo quindi di stimolare i ragazzi a riflettere su alcuni concetti chiave, primo fra tutti il fatto che le risorse cognitive sono limitate, poi l’importanza della prevedibilità all’interno del gioco di squadra e sulla strada ed infine la collaborazione: il lavoro di gruppo porta sempre ad un risultato migliore, se coopero e rispetto le regole risparmio risorse cognitive che posso dedicare ad un altro scopo funzionale al risultato. Il modello didattico si basava su 5 interventi, tre di formatori del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e due realizzati da formatori della Federazione Italiana Pallacanestro. Al fine di sviluppare un modello educativo unitario e di massimizzare l’efficacia degli interventi, sono state organizzate due giornate formative rivolte agli operatori del Ministero e della Federazione Italiana Pallacanestro che avrebbero poi realizzato gli interventi in aula. Durante tali incontri sono stati illustrati alcuni principi alla base dei processi cognitivi che governano le abilità di percezione e azione legate alla guida, attraverso esempi pratici e l’ausilio di strumenti multimediali che permettessero ai formatori una piena comprensione dei fenomeni. E’ stato anche illustrato il materiale didattico utilizzato poi per le lezioni in aula, una didattica attiva con dibattiti su filmati e  giochi-esercizio in aula e esercizi appositamente selezionati in palestra.  Hanno preso parte al progetto sperimentato nel corso dell’anno scolastico 2012-2013 un totale di 1367 studenti delle scuole secondarie di 6 diverse regioni italiane (Abruzzo, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Veneto) distribuiti equamente per sesso, il 50,3% femmine e il  49,7%  maschi. All’Università di Trieste è stato poi affidato anche l’incarico di indagare l’efficacia dell’intervento formativo proposto alle scuole, attraverso il raggiungimento della modifica degli atteggiamenti dei partecipanti al progetto in termini di:  1) comprensione dei limiti delle abilità umane e conseguente riduzione della confidenza circa le proprie abilità cognitive connesse con la guida; 2) aumento della consapevolezza della pericolosità di determinati comportamenti e situazioni, con conseguente incremento della percezione del rischio di situazioni potenzialmente pericolose;  3) aumento della consapevolezza della necessità di cooperare con gli altri utenti della strada e di rispettare le regole stradali. Per poter testare la reale efficacia del protocollo didattico, oltre al confronto tra i dati ottenuti nel pre e post test nel gruppo che è stato oggetto dell’intervento, è stato ritenuto opportuno testare un gruppo di controllo, analogo per caratteristiche socio-demografiche al gruppo sperimentale, al fine di monitorare eventuali possibili cambiamenti, i quali, indipendentemente dal  trattamento, potrebbero aver influenzato gli atteggiamenti dei partecipanti allo studio. Lo studio ha evidenziato che nel complesso gli obiettivi sono stati pienamente raggiunti ed il modello didattico utilizzato, sia in termini di contenuti sia in termini di approccio nei confronti degli studenti, è stato pienamente efficace e ha realmente modificato gli atteggiamenti degli studenti coinvolti. Le diverse analisi dei dati hanno evidenziato che il programma di intervento è riuscito ad incidere sugli atteggiamenti degli studenti, aumentando, tra le altre cose, la loro percezione del pericolo alla guida e quindi rendendo loro maggiormente consapevoli dei rischi che i comportamenti di guida comportano.  Indagando le differenze di genere è emerso anche che le femmine hanno una più alta percezione del pericolo alla guida rispetto ai maschi e tale atteggiamento risulta influenzato dall’esperienza formativa ed anche per quanto concerne la cooperazione ed il rispetto delle regole sembra che siano state principalmente le femmine a beneficiare del trattamento piuttosto che i maschi. Sebbene tutti i partecipanti appartenenti a tutte le categorie di genere, età e livelli di sensation seeking abbiano subito una modifica del proprio atteggiamento per quanto concerne l’efficienza ed efficacia cognitiva percepita, i maschi specialmente di età compresa tra i 15 e 18 anni e con alti valori di sensation seeking, sono risultati meno propensi a comportamenti cooperativi e meno orientati al rispetto delle regole per cui occorrerebbe studiare altre misure per far fronte alla rigidità esibita dagli studenti di sesso maschile. Questo tipo di atteggiamento è forse l’indicatore di un fatto ben più grave: i maschi (ed i maschi giovani in particolare) sono la categoria più flagellata dagli incidenti stradali. Leggi, ad esempio, questo articolo che commenta le statistiche francesi ed italiane. Autostradafacendo.it aveva già affrontato il tema della percezione del rischio con il personaggio Fabrizio Sottutoio e con i seguenti articoli:

Gestione dei rischi collegati all’esercizio delle strade: accettazione sociale e percezione dei rischi

Quanto siamo attenti ai rischi? AIPCR pubblica uno studio internazionale

100 veicoli coinvolti. 3 morti per nebbia e ghiaccio

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