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LUCI LASER PER PREVENIRE E NON PROPAGARE GLI INCIDENTI IN PRESENZA DI NEBBIA

di Bruno Dalla Chiara - Politecnico di Torino e Giuseppe Cannata - Polizia Municipale di Modica

Semplici luci laser installate sui veicoli, potrebbero indurre una guida stradale più sicura in presenza di nebbia o di tracciati non lineari: prevedendo, per ogni veicolo, un emettitore di luce laser nella parte anteriore e due emettitori posteriori, entrambi bassi, tra luci di posizione e manto stradale; la proiezione di un fascio di luce posteriore sulla pavimentazione permette d’allertare i veicoli inseguitori in quanto i conducenti possono rilevarne la presenza prima di poter scorgere il veicolo che li proietta.

La guida in presenza di nebbia è notoriamente un’attività difficoltosa, malgrado l’utilizzo di fari antinebbia (Figura 1); questi possono essere sovente intercettati dalle particelle d’acqua in sospensione nell’aria, riducendone la visibilità a distanza in relazione all’intensità della nebbia [1].

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Considerando un’altezza, rispetto al manto stradale, decrescente tra alcuni metri – comunque inclusivi delle altezze massime dei veicoli stradali, tipicamente di 4 m – e zero, si può osservare come la densità della nebbia sia infatti normalmente abbastanza uniforme sino a qualche decimetro di distanza dalla superficie della pavimentazione, ad esempio in asfalto; in prossi-mità della pavimentazione, la densità della nebbia diminuisce, fino alla quasi completa scom-parsa sull’asfalto; il fenomeno è motivato dalla condensa delle particelle d’umidità – in so-spensione nell’aria, a causa di una temperatura non sufficientemente elevata da farle evaporare né sufficientemente bassa da farle passare allo stato liquido – in prossimità di una superficie adatta a cambiarne lo stato fisico: si può osservare come la densità della nebbia sia normal-mente abbastanza uniforme sino a qualche decimetro dalla superficie della pavimentazione; in prossimità di essa la densità diminuisce, fino alla scomparsa sull’asfalto, motivata dalla con-densa delle particelle d’umidità. Il posizionamento di luci laser su veicoli, indirizzate verso il suolo, permette quindi di miglio-rare la sicurezza stradale, in particolare  in presenza di nebbia o di tracciati non lineari della carreggiata (Figura 1). 

 

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Figura 1. La nebbia impedisce talvolta la visibilità dei fari a lunga distanza

In questo contesto s’inserisce l’idea finalizzata a prevenire la propagazione di incidenti ed auspicabilmente ad evitare quelli che accadono senza che ve ne sia uno precedente, cosiddetti primari.  Gli obiettivi sono: 1. in presenza di nebbia, prevenire incidenti secondari ed eventi dannosi concatenati su autoveicoli; 2. in presenza di nebbia, consentire eventualmente una velocità di marcia più elevata a veicoli incolonnati, pur in conformità ai limiti ammessi sul tratto di strada percorsa; 3. in caso di scarsa visibilità degli automezzi che precedono un veicolo lungo la sua dire-zione di marcia, cogliere anticipatamente situazioni di pericolo nel traffico antecedente il veicolo stesso; 4. in caso di percorsi particolarmente tortuosi su strade strette, prevedere l’incrocio con veicoli in prossimità delle curve pericolose e cieche, vale a dire quelle dove la distanza d’arresto, a velocità di marcia regolare, può risultare superiore a quella di visibilità della parte anteriore di un veicolo che procede in verso contrario.

 

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Figura 2. Il fascio di luce laser dei fari posteriori non viene intercettato dalla nebbia, coì come i fari oriz-zontali

[1] Può essere sufficiente l’esperienza personale per valutare l’impatto di tale problematica sulla sicurezza, ma la cronaca recente ci evidenzia che eventi di questo tipo possono avere conseguenze molto gravi, come è accaduto qualche mese fa in Svezia. Andando invece indietro nel tempo: nel marzo 1993, sull’autostrada Padova-Mestre, sui 19 sinistri primari totali, ben 8 avvennero per la presenza di visibilità ridotta dalla nebbia con strada bagnata. Nello stesso mese in direzione ovest, verso Padova, la presenza delle condizioni ambientali avverse provocò una serie di tamponamenti a catena che coinvolse 20 veicoli. Nel novembre 1992 numerosi feriti si riscontrarono in altri numerosi scontri per nebbia ed in due smisurati tamponamenti, sull’ autostrada Torino-Milano, che rimase chiusa al traffico per molte ore, fra Torino e Santhià; in un groviglio di auto rimase anche coinvolto un furgone carico di gas propano liquido. Nel febbraio 2004, oltre cento veicoli rimasero coinvolti in un grande tamponamento a catena avvenuto sull’autostrada Torino-Piacenza, tra Voghera e Tortona, a causa della nebbia; il bilancio definitivo dei tamponamenti fu di un morto e 26 feriti. In val padana, ma anche nell’Appennino centrale i fenomeni di nebbia sono ricorrenti. Altri casi si sono verificati in anni più recenti, includendo anche solo gli effetti di lunghi accodamenti (Piacenza, gennaio 2013) noti a molti dai quotidiani.

Riferimenti bibliografici 1. Dalla Chiara B., Cannata G., Sistema a luci laser posizionate su veicoli per la guida stradale sicura in presenza di nebbia e/o di tracciati non lineari, brevetto italiano, IT1360972, 2009 2. Dalla Chiara B., Telematica per i Trasporti – Tecnologie di base della telematica per i trasporti, con approfondimento di metodi ed applicazioni,  ISBN: 978-88-8482-339-7, 176 pp., Ed. EGAF, Marzo 2010 3. Dalla Chiara B., Cannata G., “Prevenzione degli incidenti stradali in presenza di nebbia mediante fari con luci laser”, ATA Ingegneria dell’autoveicolo, Vol. 64 – n. 11/12 novembre-dicembre 2011, pagg. 50-56  

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