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Hai la precedenza? Va beh … ma resta vivo!

di Remo Pagliai - SALT, Claudio Farnesi - SALT, Francesco Lunardini - Perla del Tirreno

Seguendo questo collegamento puoi trovare la campagna organizzata dall’Ufficio Svizzero per la Prevenzione degli Incidenti, dal Fondo per la Sicurezza Stradale e dai Motociclisti svizzeri.
L’iniziativa Transalpina, tocca il tema della sicurezza stradale vista da chi guida su due ruote ed in particolare tocca un tema, purtroppo, fin troppo tipico degli incidenti più gravi che coinvolgono i motociclisti: un urto con un autoveicolo in corrispondenza di un incrocio.
La campagna raccomanda ai motociclisti di prevenire la tendenza degli automobilisti a non dare precedenza a chi arriva in moto, un fatto purtroppo piuttosto prevedibile, diciamo anche noi. Per difenderti, dicono gli svizzeri, non devi fidarti di nessuno e devi rallentare in prossimità degli incroci, anche quando hai la precedenza: meglio rinunciare alla precedenza o meglio essere coinvolti in un incidente? … vedi tu.
Diversi studi dimostrano che i conducenti di automezzi “guardano ma non vedono” il motociclista che si avvicina o che sta svoltando, oppure valutano erroneamente la sua distanza. Ad esempio, un’indagine della britannica Automobile Association, che poi sta alla base della loro campagna “Think bikes!”, è stata condotta su quasi 18.000 conducenti di autoveicoli, e riporta una realtà allarmante: l’85% degli intervistati ritiene che i motociclisti siano difficili da vedere ed il 55% (!) degli intervistati dichiara di essersi spesso sorpreso per una moto “apparsa come dal nulla”!  (guarda qui il video della campagna Think bikes!)
 

hai la precedenza vabbè ma resta vivo

Già lo scorso anno, SALT e l’Associazione Motociclistica “Perla del Tirreno” di Viareggio avevano preso in esame questo problema: tramite volantini ed il sito Autostradafacendo.it era stata diffusa una vignetta su questo tema, declinata in ambito autostradale.
Purtroppo, rischi di questo tipo si annidano prevalentemente in città e sulla viabilità ordinaria ed anche nei nostri territori continuano ad avvenire incidenti con questa meccanica: uno, molto recente, ha visto vittima un giovane versiliese; ricordiamo, lo scorso anno, la tragica scomparsa di un agente della Polizia Stradale di Lucca, che si stava recando in servizio in moto.
In questi giorni  l’Associazione “Perla del Tirreno” riproporrà la nostra vignetta sul proprio sito, insieme al link alla campagna svizzera. Nuove iniziative verranno poi valutate per coinvolgere in modo ancora più diretto gli utenti “a due ruote” nella promozione della sicurezza stradale. Non bisogna infatti dimenticare che, anche l’anno scorso, le due ruote si sono dimostrate un mezzo oggettivamente a rischio: pur viaggiando molto meno delle quattro ruote, hanno pagato un tributo di sangue pari a quasi la metà dei guidatori. Tra le 2.555 vittime registrate in Italia tra i guidatori, 1.193 (il 47%) viaggiavano su due ruote (biciclette, ciclomotori e motocicli) – fonte ACI- ISTAT 6 novembre 2013.
Guarda il video della campagna svizzera.
Riteniamo che l’approccio svizzero sia corretto e che non valga solo per le moto … tutto sommato il messaggio non è così diverso rispetto alla bella campagna neo-zelandese che abbiamo già presentato su autostradafacendo.

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