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Un “manifesto” per la sicurezza dei trasporti britannici

di Roberto Arditi - SINA

Il “Consiglio Consultivo” del Parlamento britannico per la sicurezza dei trasporti (PACTS) è un gruppo parlamentare trasversale ai partiti, strutturato sotto forma di “ente senza fine di lucro” e sostenuto da varie imprese, specialisti ed altre organizzazioni.
PACTS ha stilato un “manifesto” per la sicurezza stradale elencando le priorità per l’agenda di Governo, con l’auspicio di ridurre notevolmente i morti e le lesioni sulle strade del Regno Unito. L’iniziativa viene assunta, anche in vista delle elezioni generali previste per il 7 maggio 2015. Secondo le stime di PACTS, un terzo di un milione di persone sarà ucciso o gravemente ferito sulle strade in Gran Bretagna nel corso dei due decenni finali 2030, con una perdita per la società del valore di circa £ 110.000.000.000. Nonostante una tendenza al ribasso ci saranno ancora circa 1.000 morti sulle strade britanniche nel 2030.

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Ecco in sintesi i dodici punti:
1. Adottare una visione a lungo termine per un sistema di trasporto sicuro e senza incidenti mortali e lesioni gravi con l’obiettivo di stimolare tutte le parti interessate ad assumersi una responsabilità condivisa per i risultati di sicurezza.
2. Impostare obiettivi quantitativi nazionali impegnativi per la sicurezza stradale, tra cui obiettivi sulla frequenza per gli incidenti dei pedoni, dei ciclisti e dei motociclisti.
3. Guidare il cambiamento con il buon esempio, adottando politiche interne per la sicurezza dei trasporti e politiche di sicurezza negli approvvigionamenti per i trasporti. Promuovere l’uso delle forme di trasporto più sicure accelerando la diffusione dei veicoli più sicuri ed adottando pratiche sicure a partire dal Governo stesso.
4. Adottare un approccio “di sistema” per la gestione della sicurezza stradale, riconoscendo che, nonostante gli sforzi di prevenzione, gli utenti della strada sono fallibili e gli incidenti continuano ad accadere sulle strade.
5. Commissionare una revisione indipendente delle capacità dello Stato nella gestione della sicurezza stradale.
6. Migliorare la conoscenza e la comprensione degli incidenti. Completare i rapporti di incidente con i dati sanitari. In particolare, organizzare le statistiche degli ospedali per registrare i pedoni, i ciclisti e gli utenti dei veicoli a motore, ottenendo dati che possano poi essere combinati con i corrispondenti dati forniti dalla polizia. Orientare verso un processo di “apprendimento” le indagini sugli incidenti stradali mortali e gravi.
7. Migliorare la sicurezza della rete stradale: separare i grandi flussi di traffico per le strade ad alta velocità; fornire i bordi della strada di guardavia, raggiungere velocità di sicurezza agli incroci, separare i pedoni dai veicoli, migliorare le superfici stradali ed in particolare i marciapiedi e quelle parti della carreggiata utilizzati da pedoni e ciclisti.
8. Adottare singola/doppia ora legale. Una misura che permetterebbe di risparmiare circa 50 vite ogni anno.
9. Migliorare la sicurezza dei veicoli. Sostenere la legislazione UE per il montaggio obbligatorio di tecnologie di sicurezza dei veicoli (assistenza intelligente della velocità, cicalino per le cinture di sicurezza su tutti i posti a sedere, frenata d’emergenza autonoma ed alcolock per il trasporto commerciale e recidivi).
10. Migliorare l’approccio degli utenti della strada (rinnovare la formazione per le patenti onde ridurre l’esposizione al rischio dei giovani. Valutare l’impatto sulla sicurezza della telematica e simili tecnologie e diffonderne i risultati, pubblicizzando le migliori prassi. Ridurre il limite sul tasso alcolemico nel sangue. Ridurre i rischi dovuti a stanchezza del guidatore. Sviluppo di iniziative di contrasto della polizia, combinate con tecnologie, pubblicità ed istruzione avanzata. Pubblicizzare una guida delle migliori pratiche in materia di formazione).
11. Migliorare la gestione dell’emergenza e la cura dei traumi, in particolare nei luoghi remoti.
12. Supporto delle attività in ambito internazionale, anche a sostegno del Decennio ONU di iniziative per la sicurezza stradale, con l’assistenza che dovrebbe essere fornita ai paesi con medio-basso reddito per potenziare la capacità di gestione della sicurezza stradale.
Seguendo questo collegamento si può vedere il “Manifesto per la sicurezza stradale” di PACTS (in lingua inglese).

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