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Nazioni Unite – 11 obiettivi per la sicurezza stradale – Obiettivo nr. 2: Proteggere gli utenti vulnerabili

di Roberto Arditi - SINA

In vista del 2° Summit globale sulla sicurezza stradale, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto sulle attività per la sicurezza stradale correlate ai regolamenti ECE. Il documento intitolato “Insieme con UNECE sulla strada della sicurezza” dà conto dello stato di attuazione degli undici obiettivi strategici che l’ONU sta perseguendo in materia di sicurezza stradale.
Nel seguito, puoi leggere un cenno all’obiettivo globale che Autostradafacendo evidenzia questo mese. Alla fine del presente testo troverai i collegamenti per accedere ai precedenti articoli sul tema.

 

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Quasi l’80% dei pedoni non sopravvivono agli incidenti che li coinvolgono quando sono colpiti da una vettura in movimento ad una velocità di 50 km/h o superiore (fonte: Speed management, OECD Transport Research Centre, 2006). Con un impatto a 30 km/h, invece, il 90 % dei pedoni riesce a sopravvivere.
La metà dei decessi stradali del Mondo, si verificano tra i tre gruppi principali di utenti vulnerabili:

– motociclisti (23 per cento),

– pedoni (22 per cento),

– ciclisti (5 per cento).

Inoltre, come riportato nel rapporto WHO del 2013, solo 79 paesi hanno politiche di protezione per i pedoni ed i ciclisti, separandoli sulle strade, rispetto ai veicoli a motore e proteggendoli dal traffico ad alta velocità (fonte: World Health Organization, Global Status Report on Road Safety 2013).

Più di recente, 92 paesi hanno invece riferito di avere politiche nazionali o regionali atte ad incoraggiare l’utilizzo della mobilità dei pedoni e dei ciclisti (fonte: rapporto WHO anno 2015).

Visto che i Governi riconoscono sempre la necessità di promuovere forme alternative di mobilità, una maggiore enfasi ed attenzione è necessaria per rendere sicure queste modalità alternative di trasporto.

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Tra i molti contenuti, il rapporto dell’ONU richiama le attività di Autostradafacendo come buone pratiche per la promozione della sicurezza stradale. Ci sono infatti riferimenti alle interviste su QN-Il Giorno (pag. 12 del rapporto) ed ai segnalibri distribuiti ai caselli delle autostrade SIAS (pag. 36), oltre che alla “roadmap” sui sistemi intelligenti di trasporto, cui anche il gruppo ASTM-SIAS ha dato un contributo scientifico.

Precedenti articoli sul tema:
Il rapporto delle Nazioni Unite in vista del summit di Brasilia

Obiettivo nr. 1: la volontà dei Governi

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