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ICARO – Presentati a Roma i risultati dell’indagine scientifica: se “conviene” i giovani al volante trasgrediscono su velocità e telefono

di Maria Francesca Bruschi – Polizia Stradale

Gli adolescenti e la guida: è lecito trasgredire le regole stradali assumendo condotte a rischio in caso di necessità. Lo pensa la maggior parte degli under 18. È quanto è emerso dalla ricerca scientifica, condotta dal Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma, connessa al progetto Icaro, la campagna di sicurezza stradale della Polizia di Stato rivolta ai giovani delle scuole di ogni ordine e grado, presentata questa mattina a Roma.
“Velocità, uso del telefonino, distanze di sicurezza: i ragazzi più piccoli, anche per effetto dell’educazione familiare, sembrano più vicini al rispetto delle norme, la situazione invece peggiora vistosamente con i più grandi. Gli adolescenti amano la trasgressione, identificano il coraggio con l’infrangere le regole ed è proprio su di loro che va dunque intensificata l’azione di educazione e prevenzione. “Sono loro che ritengono che è lecito trasgredire in caso di necessità”, sottolinea Annamaria Giannini, docente di psicologia giuridica e forense della ‘Sapienza’ che ha illustrato i dati della ricerca durante la conferenza alla quale hanno preso parte il direttore delle specialità Roberto Sgalla e il direttore del servizio Polizia Stradale Giuseppe Bisogno.

678. Giovani violano le regole se conviene

 
Le risposte ai quesiti che hanno coinvolto circa 10.000 studenti (ma anche oltre 4.000 genitori) di 234 istituti scolastici d’Italia hanno messo in evidenza che “i giovani conoscono le regole stradali ma osservano le norme quando gli conviene, tanto che, per esempio, 8 ragazzi su 10 dichiarano di essere disposti a correre oltre i limiti di velocità se in ritardo per raggiungere gli amici a una festa, ha sottolineato Giannini snocciolando i dati della ricerca. E ancora: 6 ragazzi su 10 dichiarano di essere disposti ad utilizzare il telefono senza l’auricolare; 6 ragazzi su 10 dichiarano di poter continuare a guidare in condizioni di stanchezza psicofisica; 6 ragazzi su 10 si dichiarano disponibili a non rispettare le distanze di sicurezza.
La domanda cui i ragazzi hanno risposto è: ‘Devi andare a casa di amici e sei un po’ in ritardo. Devi raggiungere i tuoi amici guidando la tua macchina. Valuta quanto siano probabili i seguenti comportamenti’. “Un dato interessante emerso dalla ricerca – aggiunge Giannini – è che il 98,6% dei ragazzi di fronte a situazioni di ‘lievi’ provocazioni sulla strada dichiara di arrabbiarsi mediamente (31,1%) e moltissimo (67,5%). Uno stato più visibile nei ragazzi che nelle ragazze”. Inoltre, il 94,2% dei ragazzi si dice mediamente (59,7%) e molto (34,6%) preoccupato rispetto a situazioni specifiche di guida. “Tutto ciò a dimostrazione che riscontrabile un’intensa attivazione emotiva dei giovani alla guida”, evidenzia Giannini.
Dopo aver partecipato alle attività di Icaro, gli studenti sono stati infatti sottoposti a nuovi test e si sono mostrati più sensibili nei confronti dei rischi. “Velocità, uso del telefonino, cinture: le attività incidono in misura maggiore sui comportamenti che si hanno di getto”. E specie sulle variabili rabbia e preoccupazione che si è potuto misurare l’incidenza: i ragazzi delle scuola secondarie di secondo grado diminuiscono la rabbia mentre aumentano la preoccupazione rispetto ai pericoli stradali.
Negli atteggiamenti migliorano quelli riferiti all’uso di sostanze psicoattive (minore tolleranza), e meno tollerano le trasgressioni del Codice della strada. Si notano delle differenze anche nelle attribuzioni di responsabilità riguardo gli incidenti: gli studenti dimostrano convinzioni meno fatalistiche e riconoscono più frequentemente la responsabilità del guidatore nel causare incidenti .
Di fronte ai comportamenti ancora troppo pericolosi che vediamo sulle nostre strade, “credo che quella di Icaro, giunta ormai alla 17esima edizione, sia la strada giusta, l’attività di quest’anno ha come tema la distrazione”, aggiunge infine Giannini concludendo con una citazione di dj Fabo: “ragazzi, allacciatevi le cinture”.
Alla conferenza erano presenti anche i partner del progetto: MIT, MIUR, MOIGE, Fondazione Ania per la sicurezza stradale, il Gruppo autostradale ASTM-SIAS, Autostrada del Brennero, Bike Channel e Federazione Ciclistica Italiana.

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