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A Trento un’altra vittima del mancato uso dei sistemi di ritenuta posteriori. Il guidatore è penalmente responsabile per i minori senza cintura.

di Assunta De Pascalis – SINA

Ancora una volta, il 13 agosto 2022, la vettura su cui viaggiavano tre ragazzi è finita contro un muro e un ragazzo di 21 anni, proprio quello che si trovava sul sedile posteriore privo di cinture di sicurezza, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo e ha perso la vita sul colpo.

Forse ci sono ancora dubbi sulle cinture di sicurezza posteriori e sull’obbligo di usarle. Vediamo allora cosa dice la legge e quali sanzioni sono previste.

L’art. 172 del Codice della Strada afferma che è obbligatorio usare sempre le cinture di sicurezza, senza fare distinzioni tra conducente del veicolo e passeggeri. In particolare, l’obbligo delle cinture di sicurezza posteriori è in vigore in Italia dal 2006, con il decreto legislativo n. 150 sui sistemi di sicurezza stradale.

Il vincolo normativo dunque coinvolge oltre al guidatore anche tutte le persone che siedono nel veicolo, compresi coloro che occupano i sedili posteriori i quali spesso si ritengono esenti dall’obbligo.

Secondo la legge, l’obbligo della cintura di sicurezza per ogni persona a bordo riguarda:

• Le autovetture di tutti i modelli
• Gli autoveicoli che sono destinati al trasporto merce
• Gli autobus e i pullman della scuola di recente immatricolazione
• I quadricicli leggeri, come le minicar, che hanno una carrozzeria chiusa
• I passeggeri all’interno dei taxi
• I passeggeri all’interno di autoveicolo a noleggio con conducente

L’eccezione alla regola si applica solo in alcuni casi quali:

• Gli istruttori di guida
• Le forza armate e la polizia, anche quella municipale
• Gli addetti ai servizi sanitari e di emergenza
• Gli addetti al servizio antincendio
• Gli addetti al trasporto e alla raccolta dei rifiuti
• Gli addetti alla vigilanza privata o al servizio di scorta
• I passeggeri a bordo delle auto d’epoca, se immatricolate prima del 15 giugno 1976. Questi mezzi storici infatti non dispongono affatto degli attacchi previsti per le cinture.

Ulteriori eccezioni coinvolgono soggetti con patologie specifiche e le donne in gravidanza che sono esenti dall’obbligo se la loro condizione non lo consente e ci sono rischi per la propria salute o quella del bambino. In entrambi i casi è necessario portare con sé durante i viaggi il certificato medico che attesta la pericolosità della cintura di sicurezza.

Ma perché indossare le cinture di sicurezza anche nei sedili posteriori?

L’utilizzo della cintura di sicurezza anteriore e posteriore ha dimostrato sul campo di essere un sistema molto, molto efficace per tutelare la vita di guidatori e passeggeri dei veicoli stradali, tanto da far apparire il mancato utilizzo della cintura posteriore come un azzardo immotivato. Il parabrezza dell’auto è progettato per resistere bene all’impatto con insetti di vario genere, non per trattenere adulti o bambini sbalzati fuori dall’auto a velocità importanti come 40 o 50 km/h o anche più. Quindi i passeggeri che non hanno la cintura, frequentemente vengono sbalzati fuori dal veicolo, normalmente quando i veicoli sono ancora in movimento, con evidente ulteriore rischio di investimento, ove l’impatto fuori del veicolo non sia già sufficientemente deleterio.

Anche tramite crash test tramite cui si è verificato che, in assenza delle cinture posteriori correttamente allacciate, la dinamica dell’incidente può coinvolgere in modo drammatico anche il conducente o il passeggero seduto sul sedile anteriore, che possono essere investiti dai passeggeri posteriori in movimento incontrollato. Oltre al rischio per la propria vita, infatti, il corpo di chi è seduto dietro con l’impatto viene sbalzato in avanti con una tale pressione da causare danni gravi o gravissimi anche alla persona seduta davanti.

Quali sono le sanzioni in cui si può incorrere?

Nel caso in cui sia un minore a non indossare le cinture, il guidatore del mezzo oppure altri adulti che hanno la tutela del bambino e si trovano all’interno del veicolo al momento del fermo dovranno rispondere dei danni. Nei casi pertinenti, si applica la legge dell’omicidio stradale.

Per chi viene trovato sprovvisto delle cinture di sicurezza, la legge prevede pene piuttosto severe che colpiscono sia il portafogli che i punti sulla patente. Le sanzioni partono da 80 euro ma possono superare anche i 300 euro circa. Inoltre, possono venire sottratti anche 5 punti dalla patente.

Se ci sono persone che vengono colte in flagrante nell’arco di due anni per la stessa violazione, la legge dispone immediatamente la sanzione amministrativa accessoria, che consiste nella sospensione della patente per un periodo che va dai 15 giorni fino a due mesi.

Con questa piccola guida noi di Autostradafacendo cerchiamo di contribuire alla diffusione dell’importanza dii questa pratica e di una norma che spesso le persone ancora non conoscono o che fingono di non conoscere sottovalutando le situazioni drammatiche in cui ognuno di noi potrebbe tragicamente trovarsi.

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