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Obiettivo Zero: già raggiunto sulla Torino-Milano

di Marco Comi - SATAP

Quando ci siamo trovati di fronte all’obiettivo Europeo fissato nel Libro Bianco del 2001, che prevedeva la riduzione della mortalità del 50% in dieci anni e cioè entro il 2010 ci siamo chiesti come avremmo potuto rispettare tale target in un periodo così denso di cantieri in Torino-Milano per la costruenda TAV  e per l’ammodernamento dell’autostrada  e con un traffico in forte aumento (circa 10% nel decennio in questione). Già nel 2003 i numeri della A4 TO-MI riflettevano una situazione ben migliore rispetto ad altri ambiti stradali come quello urbano e quello della viabilità minore e periurbana dove già allora si concentravano molti e gravi incidenti. Tuttavia facevano registrare un numero totale di incidenti pari a 663 con un importante costo di vite umane di 13 deceduti. Del resto un gestore di infrastrutture può agire solo su una delle tre componenti (Uomo-Veicolo-Ambiente) che determinano il risultato finale della sicurezza e cioè l’ambiente strada, anzi un sottoinsieme di tale ambiente che è l’infrastruttura in quanto l’ambiente stradale può essere reso più o meno pericoloso anche da elementi naturali come il clima, che sono ovviamente fuori controllo.

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Peraltro le armi del gestore erano anche spuntate perché tra i tanti fattori, l’ambiente stradale risulta essere tra i fattori meno critici, visto che le  statistiche più accreditate lo danno al 3% come causa singola ed al 31% come concausa (ovviamente questo dato è riferito globalmente ai fattori infrastrutturali ed a quelli naturali che incidono sulla strada);   In realtà, su uno degli altri due fattori, il comportamento umano, qualcosa anche il gestore di un’autostrada può fare, orientando l’utente verso abitudini di guida più virtuose (o meno viziose) promuovendo costanti e rigorosi controlli da parte della Polizia Stradale in sinergia con gli operatori autostradali sulle violazioni relative a velocità, equipaggiamenti e condizioni di marcia dei mezzi soprattutto pesanti; infomobility chiara e aggiornata per garantire una migliore organizzazione del viaggio e anticipando situazioni di pericolo ed infine con aree di servizio e sosta più confortevoli per lenire la stanchezza di guida. Anche l’assistenza e la capacità di accompagnare l’utente dell’autostrada nei momenti più difficili durante le emergenze invernali o in presenza di cantieri con la visibilità di mezzi operativi e di personale qualificato come gli Ausiliari della Viabilità che costantemente nelle 24 ore in ogni giorno dell’anno mettono in strada su 125 km almeno tre furgoni allestiti per ogni evenienza, rappresenta un valore aggiunto alla ricerca della sicurezza. Per quanto riguarda piccoli accorgimenti tecnici che hanno prodotto grandi risultati in termini di fuoriuscite laterali, Satap-tronco A4 ha adottato prima sperimentalmente su autorizzazione del MIT, e poi definitivamente,  una banda rumorosa lungo la linea continua destra di corsia di marcia ottenuta con un intaglio di qualche centimetro della pavimentazione che determina una decisa vibrazione del volante. Satap-tronco A4 con queste iniziative in aggiunta ad un parziale completamento dell’ammodernamento infrastrutturale giunto oggi a quasi il 70% con carreggiata più larga e livelletta più regolare e con sicurvia di ultima generazione e ad un deciso spunto tecnologico con l’adozione di un centinaio di telecamere tra cui molte AID (intelligenti) ha raggiunto e superato l’ambitissimo traguardo chiesto dall’UE nel decennio 2001-2010 e addirittura ottenuto l’auspicato ‘vision zero’ che il  Parlamento Europeo ha chiesto alla Commissione; infatti nel 2012 si sono registrati 321 incidenti con ‘zero’ deceduti. Per comparazione, nel 2011 in Italia la diminuzione del numero di morti, rispetto al 2001, risultava pari al 45,6% e benche’ sia vicina al  traguardo, il nostro Paese si è ben piazzato a livello internazionale, ma purtroppo non ha raggiunto tale livello. Consapevole di un importante successo che ha conseguito con ingenti investimenti, Satap non intende abbassare la guardia su un tema così vitale anche perché la sfida ancora più difficile sarà rappresentata dal mantenimento del risultato che qualche volta è legato anche a fattori imponderabili.

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